Art 93

Questa pagina vuole essere un valido aiuto a tutti coloro che circolano a bordo di veicoli targa U.E.

In particolare i cittadini italiani, mentre per i cittadini stanieri che hanno stabilito la residenza in Italia da oltre 60 gg. in questo caso è il Giudice che può disapplicare tale norma

 

L’art 93 del C.d.S. al comma 1 bis recita:

“Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, è  vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni,  circolare con un veicolo immatricolato all’estero”.

 

In questo articolo e comma vanno analizzati i  due termini: “ stabilire” e “circolare”

Stabilire, tra i vari significati vi è quello di “portare”, come nel caso di un cittadino Italiano che non ha mai portato la residenza in Italia in quanto è conseguenziale a genitori italiani seppur si nasca all’estero, infatti quando il C.d.S., come nel caso dell’art 94, vuole parlare di migrazione interna non riporta “stabilire” ma “ cambio di residenza”  mentre per un Comune colui che proviene da altro Comune stabilisce la residenza, pertanto solo la immigrazione  di persone  da area geografica fuori dalla sfera di competenza di chi emette il provvedimento  si tratta di “stabilire” mentre qualora avvenga all’interno dell’area di competenza di chi emette il provvedimento,  trattasi di ”cambio di residenza” se ne conclude che i cittadini italiani non sono soggetti a tale normativa.

nella Circolare n.300-A-245-19-149-2018-06 del 10 gennaio 2019 emessa dal Ministero dell’Interno a firma del Direttore centrale Sgalla  laddove all’art 4  indica “ il divieto di circolazione per i residenti in Italia da più di 60 gg. alla guida di veicoli immatricolati all’estero”  confonde i due termini “ stabilire” con “risiedere”.

Con questa, errata, interpretazione si appalesa il divieto di condurre un’autovettura, in regola con le norme sulla circolazione, con targa comunitaria per tutti i cittadini Italiani muniti di regolare patente comunitaria.

 

Ora analizziamo il termine “circolare”

Per la Convenzione mondiale circolazione stradale L 05/07/1995 n° 308 quale ratifica delle convenzioni di  Vienna 08/11/1968 accordi firmati a Ginevra 01/05/1971 il termine “Circolare” come dall’art 1  b) è ascrivibile al veicolo quindi per l’art 93 comma 1 bis <la circolazione è vietata al veicolo il cui proprietario è da oltre 60 gg residente in Italia> diversamente si sarebbe utilizzato il termine condurre come dallo stesso art  lettera v)  <Il termine “conducente” indica ogni persona che assume la guida di un veicolo…..>  che è proprio di colui che materialmente siede al posto di guida, perché volendosi creare una lieve forzatura con il termine circolare sarebbe sequestrabile quel veicolo con targa estera comunitaria condotto da cittadino estero comunitario  con a  bordo in qualità di passeggero, (quindi “circolare”)  vi fosse cittadino comunitario  che abbia acquisito la residenza in Italia da oltre 60 gg.

Pertanto la norma  sanzionatoria va riferita solo ed unicamente al cittadino estero comunitario, che, stabilita la residenza in Italia da oltre 60 gg.,  permette la circolazione del proprio veicolo sul suolo italiano senza aver adempiuto agli obblighi di immatricolazione nel mostro paese, ma si dirà di più, in quanto la violazione non ricadendo sul comportamento del conducente ma sulla omissione da parte del proprietario quale  cittadino comunitario avendo trasferito la residenza in Italia da oltre 60 gg. oltre a non permetterne la circolazione  fase attiva,  non dovrebbe permetterne anche quella passiva, ovvero la sosta sul suolo pubblico, quindi in questo caso e solo in queste condizioni relative al proprietario del veicolo, ovvero con cittadino comunitario che avendo stabilito la residenza in Italia da oltre 60 gg.,  il veicolo a lui intestato sarebbe soggetto a sequestro

Per i cittadini stranierei area UE che si sono stabiliti in Italia da oltre 60 gg. in loro soccorso e ben prima del Decreto Sicurezza che ha modificato l’art 93 del C.d.S. il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria con la sent n° 9 del 25/06/2018  già  si era espresso in materia di residenza tra i cittadini are UE non potendoci essere discriminazione in particolare in ambito di residenza

Per finire che la norma non sia applicabile lo si rileva dalla tempistica che  nel caso di proprietario conducente, questa sarebbe rispettata, nei termini di 180 per la confisca dalla data di violazione, mentre non lo sarebbe qualora la notifica dovesse avvenire successivamente al proprietario in particolare se residente all’estero in quanto per l’art 201/1 la tempistica del sequestro e non ancora della confisca sarebbe di 360 gg.

 

circolare Sgalla 300-A-245-19-149-2018-06

Circolare integrale   Sgalla 300-A-245-19-149-2018-06

Consiglio di Stato adunanza plenaria sent 9 del 25/09/2018

 

Poi l’art 93 comma 1-ter. Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o  in  locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro  Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo  che  non ha stabilito in Italia una sede secondaria o  altra  sede  effettiva, nonche’ nell’ipotesi di veicolo concesso in comodato  a  un  soggetto residente  in  Italia  e  legato  da  un  rapporto  di  lavoro  o  di collaborazione con un’impresa costituita in  un  altro  Stato  membro dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che  non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra  sede  effettiva, nel  rispetto  delle  disposizioni  contenute  nel  codice   doganale comunitario, a bordo del veicolo deve essere custodito un  documento, sottoscritto  dall’intestatario  e  recante  data  certa,  dal  quale risultino il titolo e la durata della disponibilita’ del veicolo.  In mancanza  di  tale  documento,  la  disponibilita’  del  veicolo   si considera in capo al conducente.

E qui inizia un’altra, diciamo odissea ed irregolarità della legge in quanto si pretende di poter interferire con le questioni ed ingerenze  in  un paese straniero, laddove si chiede data certa, taluni paesi, tipo Bulgaria, Romania ecc non hanno questo esercizio per cui come si può  provare la data certa? e sempre lo Stato Italiano non spiega come fare. quindi non rimane che da un amico che ha la PEC si fa una mail a se stesso citando i dati univoci del contratto, ed allegarla al contratto detta mail PEC

Nel caso si auto a noleggio  si chiede che in caso di controllo si esibisca il documento che provi la locazione, e talvolta alcuni agenti andando oltre le loro competenze chiedono  detto documento tradotto ma il documento originale , è quello che viene emesso nel paese in cui il contratto viene stilato, e se si noleggia un auto in Germania, è logico che il contratto sia in tedesco quindi è quello e  solo quello da esibirsi, sarebbe come se passando la frontiera italo francese i gendarmi francesi mi chiedessero la traduzione della carta d’identità

 

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